Maculopatia: da MgShell il device che rivoluziona il trattamento

Bio4Dreams Startups

Startup MgShell maculopatia

4 pazienti su 10 affetti da maculopatia essudativa abbandonano la terapia perché invasiva, rischiando la vista. La startup MgShell ha un device per renderla più sostenibile.

La maculopatia

La degenerazione maculare legata all’età (DMLE) è una malattia cronico-degenerativa che colpisce la retina centrale, ossia la macula. Da qui il nome maculopatia. Essa rappresenta la principale causa di perdita della vista nei paesi sviluppati, con circa 5 milioni di casi ogni anno e 200 milioni di pazienti stimati al 2020.

La forma essudativa della degenerazione maculare, attualmente l’unica forma trattabile, colpisce il 10% dei pazienti ma provoca il 90% dei casi di cecità irreversibile. Il trattamento più efficace consiste in iniezioni intraoculari di farmaco (anti-VEGF) ripetute, inizialmente con frequenza mensile, nell’occhio colpito dalla malattia.

Tuttavia, la modalità e la frequenza di questo trattamento lo rendono stressante per i pazienti. La compliance è infatti molto bassa: circa 4 pazienti su 10 abbandonano il trattamento, rischiando di perdere la vista. Il trattamento di questa malattia oculare porta inoltre a un sovraccarico per il sistema sanitario, incidendo anche sui costi.

La soluzione di MgShell per la maculopatia

Per migliorare l’adesione dei pazienti maculopatici alla terapia, MgShell – startup accelerata da G-Factor, incubata da PoliHub e supportata da Bio4Dreams – sta sviluppando un dispositivo intraoculare a rilascio di farmaco che replica l’attuale pratica clinica riducendo però drasticamente il numero di iniezioni e di accessi in ospedale.

L’utilizzo di un tale dispositivo, in grado di coprire un periodo di trattamento minimo di 3 mesi, comporta un numero di iniezioni almeno tre volte minore rispetto alla pratica clinica tradizionale.

Un device biocompatibile, biodegradabile e mini-invasivo

Il dispositivo intraoculare di MgShell è una piccola capsula con una configurazione interna peculiare che permette di contenere varie dosi di farmaco.

Realizzato in biomateriali a base di magnesio (da qui il nome “MgShell”), il dispositivo è biocompatibile e biodegradabile: è quindi ben “accettato” dal corpo e si dissolve nel tempo in maniera fisiologica. Il rilascio programmato e ripetuto del farmaco è possibile proprio sfruttando questo principio.

L’impianto del device è mini-invasivo: non richiede intervento chirurgico ma solo la sua iniezione nella camera vitrea dell’occhio.

dispositivo intraoculare trattamento maculopatia
Un rendering dell’iniziezione del dispositivo intraoculare di MgShell per il trattamento della maculopatia

Vantaggi clinici e socioeconomici

Riducendo il numero di iniezioni richieste, la soluzione di MgShell comporta un minore stress per il paziente. Questo favorisce una maggiore adesione alla terapia e, di conseguenza, un minore rischio di perdere la vista a causa della maculopatia.

I vantaggi, oltre che clinici, sono anche socioeconomici: si alleggerisce l’impegno richiesto ai caregiver di questi pazienti – quasi sempre anziani –, si riduce il sovraccarico di lavoro per gli operatori sanitari e si contribuisce al risparmio di risorse del sistema sanitario.

Infine, riducendo il consumo di materiali medici, la soluzione di MgShell ha anche “occhio” e riguardo per l’ambiente.

Scalabilità

Attualmente sviluppato per la maculopatia, il dispositivo di MgShell trova potenziale impiego anche per diverse altre patologie dell’occhio.

Video introduttivo di MgShell

“Vogliamo rivoluzionare l’approccio terapeutico in campo oftalmico”

Marco Ferroni, CEO & Co-founder MgShell

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